Quando la destra brandisce la parola «remigrazione», dovrebbe ricordarsi chi siamo: un popolo che ha riempito il mondo dei propri figli.Siamo il Paese che è partito. Dalla Sicilia al Veneto, non c’è famiglia italiana che non abbia un parente oltrefrontiera. Tra il 1861 e il 1985 lasciarono l’Italia senza più farvi ritorno circa 18,7 milioni di persone. Oggi i cittadini italiani iscritti all’AIRE sono 6.412.752, un milione in più degli stranieri che vivono in Italia, e vivono in oltre 190 Paesi. Ma è solo la punta dell’iceberg: i discendenti dei nostri emigrati — gli oriundi — si stima siano tra i 60 e gli 80 milioni nel mondo, con le comunità più grandi in Brasile, Argentina, Venezuela e Stati Uniti. Più di un’altra Italia, nata altrove.E si parte ancora: nel 2024 hanno lasciato l’Italia 155.732 persone, record storico, in larga parte giovani. La Sicilia guida questa diaspora con 844 mila residenti all’estero, seguita da Lombardia (690 mila) e Veneto (614 mila): il Sud e il Nord insieme.Chi grida «remigrazione» sputa sulla propria gente. Mentre noi abbiamo decine di milioni di figli sparsi in centinaia di Paesi, la destra agita lo spauracchio dei 4 milioni di lavoratori stranieri che tengono in piedi questo Paese. È immorale, prima ancora che assurdo: siamo, più di tutti gli altri, un popolo di emigranti. Non c’è muro che possiamo alzare contro gli altri che non si trasformi in muro contro i nostri.È anche un suicidio economico e sociale. Nel 2024 sono nati 369.944 bambini, minimo storico, con appena 1,18 figli per donna. Il saldo naturale è negativo di 283.165 unità: muore molta più gente di quanta ne nasca. In un Paese così, chi tiene in piedi economia e welfare? Nel 2024 negli archivi INPS risultano 4.611.267 cittadini stranieri, di cui quasi 4 milioni lavoratori attivi (86,3%). Mandano avanti l’agricoltura (oltre 300 mila braccianti), l’assistenza alle famiglie (quasi mezzo milione tra badanti e lavoratori domestici), l’industria e i servizi, versando i contributi che pagano le pensioni di tutti. E sono le coppie con almeno un genitore straniero — il 21,8% delle nascite — le uniche a non crollare, mentre quelle italiane arretrano.Cacciare chi lavora, contribuisce e fa figli, in un Paese senza figli e senza braccia, non è «difesa della nazione»: è condannarla.SABATO 13 GIUGNO SCENDIAMO IN PIAZZA. Ore 15:00, partenza dal Colosseo. Contro il razzismo travestito da slogan, per un’Italia che si ricorda da dove viene e non ha paura di chi arriva. Vieni in corteo con noi.Partito Comunista Italiano – Federazione Provinciale di RomaFonti: Fondazione Migrantes / AIRE (Rapporto Italiani nel Mondo 2025); ISTAT (Natalità e fecondità della popolazione residente, 2024; Emigrazione italiana); INPS (Osservatorio sugli stranieri, 2024).
