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L’ex cinema Metropolitan, su via del Corso, chiuso da quindici anni, sta per diventare un centro commerciale. Un’intesa tra Regione e Comune trasforma un grande spazio pubblico e culturale in vetrine e profitto — e non a caso il Partito Democratico approva oggi ciò che la stessa Regione aveva bloccato in passato. Gli artisti e Valerio Carocci del Piccolo America si oppongono, e la rottura con il sindaco Gualtieri è ormai aperta.
Ma il Metropolitan non è un caso isolato: è sempre la stessa logica.
– Un cinema diventa un centro commerciale.

– I Mercati Generali, nove ettari pubblici, ceduti a un fondo internazionale per farne uno studentato di lusso.

– Le aree e gli spazi pubblici svenduti, la città consegnata alla rendita immobiliare.
La chiamano “rigenerazione”. È cementificazione al servizio dei fondi. A Roma mancano la casa, i servizi, la cultura accessibile — ma non mancano mai i metri cubi per chi specula.
Noi diciamo no alla Roma dell’asfalto e dei fondi immobiliari. Difendiamo gli spazi pubblici e culturali. Costruiamo la Roma dei diritti contro la città del profitto.
È questo il senso del Patto per Roma che proponiamo a comitati, associazioni e forze della sinistra di alternativa: unire le lotte, dal basso, verso le elezioni amministrative del 2027.
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