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Nella Capitale, nel 2024, nonostante un reddito medio pro capite superiore alla media nazionale (31.316 euro contro 24.830), il 15,8% dei residenti è a rischio povertà, il 6,9% vive in gravi condizioni abitative e il 3,2% sperimenta deprivazione materiale e sociale. Cresce anche la quota di lavoratori poveri, oggi all’8,5%, segno che un impiego non basta più a garantire stabilità economica.Resta anche l’altra faccia della povertà: quella di lunga durata. Circa il 60% delle persone frequenta i servizi da più anni; un terzo si rivolge regolarmente ai Centri di ascolto o alle mense da oltre dieci anni. È la povertà degli “invisibili stabili”, di chi resta escluso dai benefici della crescita economica, in bilico tra precarietà e resistenza quotidiana. (fonte: Caritas Roma)Questa la fotografia della “povertà” a Roma.Governo nazionale e giunta capitolina, nei loro rispettivi ambiti di competenza, continuano a creare povertà, disagio abitativo, precarietà e riduzione dei servizi sociali.C’è chi spende i nostri soldi in armi e chi invece di pensare all’edilizia popolare e ai servizi pubblici regala intere parti della nostra città a multinazionali e fondi stranieri, in pratica alla speculazione privata. Per questo la Federazione di Roma del PCI – Partito Comunista Italiano continua a lavorare per offrire ai cittadini romani la proposta di una vera alternativa politica e sociale.